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Il Duomo di Como: Il racconto della facciata
Indigo
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By None
Current price: $10.99


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Il Duomo di Como è un'attrazione per il turismo. È una struttura ricca di suggestioni, bellissima da osservare di giorno e di sera. La notte del 3 novembre 1990 un fulmine globulare scende sulla cupola, scivola sul tetto della navata principale e colpisce il gugliotto centrale della facciata. La struttura si contorce, una parte precipita e colpisce le decorazioni dell'edicola di Plinio il Giovane. Iniziano subito i lavori: la chiesa diventa patrimonio della città. La facciata si rinnova e mostra quanto si colleghi ai temi della religiosità popolare, della simbologia, della fede. Persino della vita sociale (ed economica) del territorio. Architettura, storia, decorazione, arte, teologia attraggono per il loro valore estetico e formale e per la loro valenza simbolica. Esistono allegorie, metafore, figure che erano d'immediata lettura nel Quattro–Cinquecento, ma che oggi richiedono spiegazioni. Lo stesso vale per il catalogo dei santi anche se molti non appartengono più alla devozione quotidiana. Le immagini della facciata indicano che la tradizione e la cultura di una comunità si mantengono legate alle origini anche quando si perde l'immediatezza del significato. Resta la bellezza delle opere, la forza intellettuale delle composizioni e il valore dell'arte.
Il Duomo di Como è un'attrazione per il turismo. È una struttura ricca di suggestioni, bellissima da osservare di giorno e di sera. La notte del 3 novembre 1990 un fulmine globulare scende sulla cupola, scivola sul tetto della navata principale e colpisce il gugliotto centrale della facciata. La struttura si contorce, una parte precipita e colpisce le decorazioni dell'edicola di Plinio il Giovane. Iniziano subito i lavori: la chiesa diventa patrimonio della città. La facciata si rinnova e mostra quanto si colleghi ai temi della religiosità popolare, della simbologia, della fede. Persino della vita sociale (ed economica) del territorio. Architettura, storia, decorazione, arte, teologia attraggono per il loro valore estetico e formale e per la loro valenza simbolica. Esistono allegorie, metafore, figure che erano d'immediata lettura nel Quattro–Cinquecento, ma che oggi richiedono spiegazioni. Lo stesso vale per il catalogo dei santi anche se molti non appartengono più alla devozione quotidiana. Le immagini della facciata indicano che la tradizione e la cultura di una comunità si mantengono legate alle origini anche quando si perde l'immediatezza del significato. Resta la bellezza delle opere, la forza intellettuale delle composizioni e il valore dell'arte.


















