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Il mio nome è Jamaica
Indigo
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Il mio nome è Jamaica
By None
Current price: $19.99


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Il mio nome è Jamaica
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A Tel Aviv, a un convegno di storia dell’ebraismo, Dana ritrova l’amico e collega Santiago Boroní, che non vedeva da un paio d’anni. Lei ha divorziato di recente e fatica a gestire il rapporto con una figlia ribelle; lui invece appare inquieto e poco lucido, sconvolto da un dolore e da un senso di colpa troppo grandi da sopportare. Dopo una notte d’amore e di confidenze, Santiago annuncia a Dana la sua decisione di partire per la città santa di Safed. Quando la donna riceve una telefonata da un posto di frontiera e scopre che l’amico si trova nei guai, decide contro ogni buon senso di mettersi sulle sue tracce per aiutarlo. Prostrato per le drammatiche vicende personali, che finisce per far coincidere con tutte le tragedie degli oppressi e tutte le ingiustizie perpetrate nei secoli su popoli eletti a vittime designate, Santiago ha cominciato a parlare in una lingua antica, ripudia il proprio passato e persino il proprio nome. D’ora in poi vuole essere chiamato Jamaica. Mentre Dana cerca un modo per farlo tornare in sé, le si riaffaccia alla memoria l’esistenza di un manoscritto del Seicento in cui si narra di un singolare personaggio con quel nome, vissuto tra gli indios amazzonici perseguitati dai conquistadores. Forse è lì che va individuato il bandolo della pazzia di Santiago...
A Tel Aviv, a un convegno di storia dell’ebraismo, Dana ritrova l’amico e collega Santiago Boroní, che non vedeva da un paio d’anni. Lei ha divorziato di recente e fatica a gestire il rapporto con una figlia ribelle; lui invece appare inquieto e poco lucido, sconvolto da un dolore e da un senso di colpa troppo grandi da sopportare. Dopo una notte d’amore e di confidenze, Santiago annuncia a Dana la sua decisione di partire per la città santa di Safed. Quando la donna riceve una telefonata da un posto di frontiera e scopre che l’amico si trova nei guai, decide contro ogni buon senso di mettersi sulle sue tracce per aiutarlo. Prostrato per le drammatiche vicende personali, che finisce per far coincidere con tutte le tragedie degli oppressi e tutte le ingiustizie perpetrate nei secoli su popoli eletti a vittime designate, Santiago ha cominciato a parlare in una lingua antica, ripudia il proprio passato e persino il proprio nome. D’ora in poi vuole essere chiamato Jamaica. Mentre Dana cerca un modo per farlo tornare in sé, le si riaffaccia alla memoria l’esistenza di un manoscritto del Seicento in cui si narra di un singolare personaggio con quel nome, vissuto tra gli indios amazzonici perseguitati dai conquistadores. Forse è lì che va individuato il bandolo della pazzia di Santiago...


















