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Il senso della vita e i criceti: Il futuro che prepariamo alle nuove generazioni
Indigo
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Il senso della vita e i criceti: Il futuro che prepariamo alle nuove generazioni
By None
Current price: $12.99


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Size: Kobo eBook
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I principi di concorrenza e mercato, fondati sui condivisibili presupposti di favorire la libera iniziativa e stimolare la crescita, gli investimenti e l’occupazione, lasciati in totale autonomia stanno plasmando l’esistenza delle persone e la loro cognizione della vita. L’economia non pare più un metodo che contribuisce allo sviluppo dell’uomo ma, al contrario, l’essere umano sembra divenuto un ingranaggio di funzionamento del sistema economico, per cui è stimolata la conformità nei comportamenti e la vita è vista come una gara dove si vince se si è più produttivi ed efficienti. Una vita spinta da una visione del progresso inteso come progresso economico, misurato dalla crescita del PIL, e tecnologico, indipendentemente dal suo utilizzo, che accantona la dimensione sociale del vivere assieme. In un mondo come questo, un professore universitario di management, con una lunga carriera alle spalle, non può non chiedersi se il suo ruolo principale sia di aiutare i giovani ad aprire la propria mente per capire e affrontare una complessità crescente, dopo essersi chiariti il quale sia il proprio progetto di vita. Oppure deve contribuire ad allevare criceti che facciano girare sempre più velocemente la ruota dell’economia?
I principi di concorrenza e mercato, fondati sui condivisibili presupposti di favorire la libera iniziativa e stimolare la crescita, gli investimenti e l’occupazione, lasciati in totale autonomia stanno plasmando l’esistenza delle persone e la loro cognizione della vita. L’economia non pare più un metodo che contribuisce allo sviluppo dell’uomo ma, al contrario, l’essere umano sembra divenuto un ingranaggio di funzionamento del sistema economico, per cui è stimolata la conformità nei comportamenti e la vita è vista come una gara dove si vince se si è più produttivi ed efficienti. Una vita spinta da una visione del progresso inteso come progresso economico, misurato dalla crescita del PIL, e tecnologico, indipendentemente dal suo utilizzo, che accantona la dimensione sociale del vivere assieme. In un mondo come questo, un professore universitario di management, con una lunga carriera alle spalle, non può non chiedersi se il suo ruolo principale sia di aiutare i giovani ad aprire la propria mente per capire e affrontare una complessità crescente, dopo essersi chiariti il quale sia il proprio progetto di vita. Oppure deve contribuire ad allevare criceti che facciano girare sempre più velocemente la ruota dell’economia?


















