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Non solo madri: Riscoprire la donna oltre la maternità
Indigo
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Non solo madri: Riscoprire la donna oltre la maternità
Current price: $16.99


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Size: Kobo eBook
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Cosa resta di una donna quando la maternità occupa tutto lo spazio, intimo e sociale? Perché, oggi come ieri, la figura rassicurante della madre continua a essere preferita a quella, più complessa e scomoda, di una donna come soggetto desiderante? “Una madre non può essere tutto per una figlia o un figlio senza perdere molto di sé e senza togliere moltissimo a loro” scrive l’autrice. Eppure, oggi più che mai, le madri sono immerse in una narrazione idealizzante che le esalta proprio in quanto sacrificali. Ma una società che idolatra la madre e rimuove la donna ha un impatto penalizzante sulla realizzazione di tutte, tanto nel collettivo quanto nel privato, e ancora troppe donne che non hanno avuto figli si dicono fallite. “In ogni donna c’è un enigma, qualcosa di opaco anche a se stessa: un punto cieco in cui proviamo a entrare.” Attraverso casi clinici, riferimenti psicoanalitici, letterari e cinematografici, e la storia di figure esemplari come Maria Callas, Camille Claudel e Lou Andreas-Salomé, l’autrice riflette sulla complessità e le oscillazioni dell’essere donna per provare ad articolare la maternità in modo nuovo: una “maternità femminista”, che non annulli la femminilità ma la integri, un’esperienza trasformativa capace di arricchire la vita di una donna senza soffocarne la creatività e la passione. “La maternità non è alienazione se resta attraversata da un desiderio di donna. E allora una madre sa guardare i figli andare, perché lei stessa è ancora in viaggio.”
Cosa resta di una donna quando la maternità occupa tutto lo spazio, intimo e sociale? Perché, oggi come ieri, la figura rassicurante della madre continua a essere preferita a quella, più complessa e scomoda, di una donna come soggetto desiderante? “Una madre non può essere tutto per una figlia o un figlio senza perdere molto di sé e senza togliere moltissimo a loro” scrive l’autrice. Eppure, oggi più che mai, le madri sono immerse in una narrazione idealizzante che le esalta proprio in quanto sacrificali. Ma una società che idolatra la madre e rimuove la donna ha un impatto penalizzante sulla realizzazione di tutte, tanto nel collettivo quanto nel privato, e ancora troppe donne che non hanno avuto figli si dicono fallite. “In ogni donna c’è un enigma, qualcosa di opaco anche a se stessa: un punto cieco in cui proviamo a entrare.” Attraverso casi clinici, riferimenti psicoanalitici, letterari e cinematografici, e la storia di figure esemplari come Maria Callas, Camille Claudel e Lou Andreas-Salomé, l’autrice riflette sulla complessità e le oscillazioni dell’essere donna per provare ad articolare la maternità in modo nuovo: una “maternità femminista”, che non annulli la femminilità ma la integri, un’esperienza trasformativa capace di arricchire la vita di una donna senza soffocarne la creatività e la passione. “La maternità non è alienazione se resta attraversata da un desiderio di donna. E allora una madre sa guardare i figli andare, perché lei stessa è ancora in viaggio.”


















