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Profili e paesaggi della Sardegna
Indigo
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Profili e paesaggi della Sardegna
Current price: $2.99


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Ho messo il piede in Sardegna con viva curiosità e dopo un lungo giro ho lasciato quell’isola con caldo amore: prima di conoscerla, era per me cosa curiosa; dopo averla conosciuta era per me cosa cara. Gli Italiani della penisola hanno un grave torto di dimenticare questa gemma del Mediterraneo; essi devono studiarla ed amarla; gli Italiani di Sardegna hanno il grave torto di spegnere la loro energia in queruli lamenti, cercando fuor di sè stessi l’origine e il rimedio dei loro mali. Or conviene che isola e penisola si perdonino a vicenda i loro peccati, e stringendosi in un potente amplesso, si preparino a tempi nuovi, e si mettano con forze comuni a fecondare una terra quasi deserta e che ha dinanzi a sè un avvenire senza confini, più splendido del suo passato ai tempi di Roma. Io sento nel cuore molti debiti verso la Sardegna e i suoi cortesi abitanti: come membro della Commissione d’inchiesta farò coi colleghi quanto sta in me, perchè il nostro lavoro non riesca infecondo; come operaio della penna vorrei con queste poche pagine far amare la Sardegna da tutti gli Italiani, invitarli a studiarla, ad accarezzarla. Io ho viaggiato gran parte del nostro pianeta e ho portato il piede in regioni quasi ignote a calcagno europeo: eppure ho trovato in questa italianissima nostra isola molte cose nuove, e belle e originali; e più d’una volta coi miei cari compagni di viaggio ho dovuto esclamare in coro: Oh perchè mai gli Italiani ignorano queste bellezze della loro patria? Oh perchè mai non vi portano i loro occhi per ammirare, le loro braccia per lavorare, il loro oro per raddoppiarlo?
Ho messo il piede in Sardegna con viva curiosità e dopo un lungo giro ho lasciato quell’isola con caldo amore: prima di conoscerla, era per me cosa curiosa; dopo averla conosciuta era per me cosa cara. Gli Italiani della penisola hanno un grave torto di dimenticare questa gemma del Mediterraneo; essi devono studiarla ed amarla; gli Italiani di Sardegna hanno il grave torto di spegnere la loro energia in queruli lamenti, cercando fuor di sè stessi l’origine e il rimedio dei loro mali. Or conviene che isola e penisola si perdonino a vicenda i loro peccati, e stringendosi in un potente amplesso, si preparino a tempi nuovi, e si mettano con forze comuni a fecondare una terra quasi deserta e che ha dinanzi a sè un avvenire senza confini, più splendido del suo passato ai tempi di Roma. Io sento nel cuore molti debiti verso la Sardegna e i suoi cortesi abitanti: come membro della Commissione d’inchiesta farò coi colleghi quanto sta in me, perchè il nostro lavoro non riesca infecondo; come operaio della penna vorrei con queste poche pagine far amare la Sardegna da tutti gli Italiani, invitarli a studiarla, ad accarezzarla. Io ho viaggiato gran parte del nostro pianeta e ho portato il piede in regioni quasi ignote a calcagno europeo: eppure ho trovato in questa italianissima nostra isola molte cose nuove, e belle e originali; e più d’una volta coi miei cari compagni di viaggio ho dovuto esclamare in coro: Oh perchè mai gli Italiani ignorano queste bellezze della loro patria? Oh perchè mai non vi portano i loro occhi per ammirare, le loro braccia per lavorare, il loro oro per raddoppiarlo?


















