
GIVE THE PERFECT GIFT
Erin Mills Town Centre Gift Cards are the perfect choice for your gift giving needs.Purchase gift cards at kiosks near the food court or centre court, at Guest Services, or click below to purchase online.PURCHASE HEREHome
Questo mio Musical parto: Giovanni Battista de Bellis da Itri e il Primo libro de’ madrigali a cinque voci (1608)
Indigo
Loading Inventory...
Questo mio Musical parto: Giovanni Battista de Bellis da Itri e il Primo libro de’ madrigali a cinque voci (1608)
By None
Current price: $15.99


By None
Questo mio Musical parto: Giovanni Battista de Bellis da Itri e il Primo libro de’ madrigali a cinque voci (1608)
Current price: $15.99
Loading Inventory...
Size: Kobo eBook
*Product information may vary - to confirm product availability, pricing, shipping and return information please contact Indigo
Maestro di Cappella del duomo a Gaeta tra 1619 e 1637, Giovanni Battista de Bellis (Itri, 1570 ca. – Gaeta 1637) è sicuramente tra i migliori madrigalisti del primo ventennio del Seicento. Il contributo che de Bellis dà alla produzione musicale napoletana del primo Seicento, va colto e compreso analizzando non solo gli ambiti musicali da lui indagati, quanto anche il quadro istituzionale di riferimento e il ruolo sociale che ha ricoperto. Il compito di Maestro di Cappella nella cattedrale di Sant’Erasmo, dunque, al di là dello spazio che la liturgia riservava alla musica (ancora oggi largamente insondato e malamente compreso nelle minime parti già conosciute), nel complesso dei raffronti possibili con altre realtà come Napoli e Roma, riveste un’importanza decisiva perché dimostra che la funzione assunta centrale nel panorama regnicolo e in totale sintonia con le linee culturali ed estetiche largamente condivise al tempo in quegli stessi ambiti.
Maestro di Cappella del duomo a Gaeta tra 1619 e 1637, Giovanni Battista de Bellis (Itri, 1570 ca. – Gaeta 1637) è sicuramente tra i migliori madrigalisti del primo ventennio del Seicento. Il contributo che de Bellis dà alla produzione musicale napoletana del primo Seicento, va colto e compreso analizzando non solo gli ambiti musicali da lui indagati, quanto anche il quadro istituzionale di riferimento e il ruolo sociale che ha ricoperto. Il compito di Maestro di Cappella nella cattedrale di Sant’Erasmo, dunque, al di là dello spazio che la liturgia riservava alla musica (ancora oggi largamente insondato e malamente compreso nelle minime parti già conosciute), nel complesso dei raffronti possibili con altre realtà come Napoli e Roma, riveste un’importanza decisiva perché dimostra che la funzione assunta centrale nel panorama regnicolo e in totale sintonia con le linee culturali ed estetiche largamente condivise al tempo in quegli stessi ambiti.


















